Un senso

E’ strano, ma certe volte un piccolo dettaglio ci suscita riflessioni veramente profonde. Le mie partono da una canzone di Ligabue (Freccia), anzi da una frase: ‘Credo che non sia tutto qui, però prima di credere in qualcos’altro bisogna fare i conti con quello che c’è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche Dio’.

Così, di scatto, il pensierò va subito alla mia religiosità. E’ appena trascorsa la Pasqua e anche quest’anno non sono andato alle funzioni pasquali. Non sono andato neanche a quelle natalizie se è per questo. A ben pensarci è un po’ che non vado proprio a messa. Eppure non metto in dubbio la mia religiosità, malgrado tentenna un po’ la mia fiducia nelle Istituzioni Cattoliche.

Diciamo che in questo momento credo più ad un Primo Motore Immobile.

Penso che la ragione di questa mia crisi religiosa sia dovuta ad un periodo di tranquillità, un periodo in cui non mi serve nient’altro di quello che posso procurarmi con le mie sole forze. In questo momento non ho bisogno di pregare.

Ecco, tutto ciò è indubbiamente ipocrita, però è così… Che senso ha aggrapparsi ad un Dio per conforto, per credere ‘che non sia tutto qui’? Sembra uno scambio politico tra uomo e Dio…  ‘senti Dio, io vengo a darti il voto ogni domenica, tu fammi avere un buon posto di lavoro e soprattutto la salute’.  Beh, io il posto di lavoro non lo vado a chiedere ai politici, me lo trovo da me (se ci riesco).

Però bisogna pur trovare un senso, altrimenti siamo solo polvere. La domanda allora è… cosa posso fare di utile? Bisogna trovare un senso…

 

Sergio Di Mariano

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